2007-09-16

SPECCHIA ESTATE 2007






SPECCHIA ESTATE 2007
Specchia: un paese che, da riservato borgo agricolo, si appresta a diventare o, meglio, è diventato modello di sviluppo turistico sostenibile.
Si trova in una posizione dominante rispetto alla piana che si perde nell’infinito fra cielo e mare sino all’Albania, che costituisce un fondale di palcoscenico naturale.
Le quinte sono date dall’azzurro del mare che incrocia quello del cielo assumendo sfumature fantastiche.
La notte un’animazione di luci, più o meno luminose, descrive i profili di una miriade di paesi.
Specchia è caratterizzato dalle costruzioni in pietra leccese. Questa pietra è duttile e bella da vedersi.
La sua architettura presenta, spesso, archi, volte a botte e a stella ed è arricchita dalle volute che consente la pietra locale.
Il suo sky line sembra quello di mura e torrioni di un castello fatato: eretto per essere guardato.
La vivacità che in questi anni, frequento con gioia Specchia dal 1988, ha contraddistinto il suo sviluppo è ammirevole.
Quest’anno la mia gioia di trascorrerci l’estate e la meraviglia per la sua costante crescita, è stata tale da stupirmi: grazie, anche, agli ultimi lavori che hanno determinato prospettive architettoniche di maggiore respiro.
Il recupero dei frantoi ipogei, 26 quelli censiti, è un fiore all’occhiello del vivace borgo. Il consolidamento di quello di Via Garibaldi ha determinato anche il rifacimento della strada resa bellissima dalle nuove soluzioni architettoniche e dalla pietra di Cassano Murge ed ha portato a fughe visive di rinnovata gradevolezza.
Scoprire il paese è stato un imperativo delle mie vacanze e per questo mi sono avvalsa delle conoscenze dello studioso prof. Antonio Penna, che gentilmente mi ha guidato raccontandomi gli eventi storici, le stratificazioni architettoniche e culturali che hanno determinato Specchia, così com’è. Tutto nel paese parla di una storia molto antica.
Andar per chiese può essere una passeggiata che porta alla scoperta della religiosità che anima e ha animato gli specchiesi ed al recupero delle tradizioni che li hanno accompagnati.
Si può cominciare col visitare la chiesa bizantina di Santa Eufemia, una delle prime costruite in Puglia e restaurata negli anni ‘80. E’ sita a livello più basso nella zona del paese denominata, appunto, Sant’Eufemia, e sorge dove in epoca romana si erigeva la villa di Grassano. La chiesa di San Nicola di Mira, protettore di Specchia, è romanica e risale al 1300. Quella della Madonna del Passo è una laura basiliana, trasformata in chiesa alla fine del 500. Del 1400 è il convento dei Francescani Neri (o Conventuali), sito dove la tradizione narra che nel 1220 sia passato San Francesco che avrebbe profetizzato la nascita del convento stesso. A questo è annessa una chiesa romanica, a capriate, trasformata nel 1700 così come appare oggi. Addossata alla facciata della chiesa vi è la cappella di Santa Caterina d’Alessandria fatta costruire nel 1532 da Antonio Mariglia, nobile feudatario locale. Nella chiesa di Sant’Antonio che risale al 1600, si possono ammirare gli altari dedicati alla Madonna del Rosario e a San Luigi Gonzaga, fatti costruire dai Balsamo, baroni di Cardigliano. Sempre della seconda metà del 1600 è la chiesa della Madonna Assunta.
La Chiesa parrocchiale nella sua struttura originaria risale al 1400 ed è collegata alla ricostruzione del paese; ha subito continui rifacimenti ed è stata ampliata nel tardo Rinascimento, mentre le due navate laterali sono state aggiunte dopo la seconda guerra mondiale. Notevoli l’abside del 1605 e l’altare dell’Annunziata il cui quadro, di pregevole fattura, è attribuito a G. D. Catalano, pittore salentino di scuola napoletana.
Proseguendo in una passeggiata architettonica per le vie e le piazze del paese si possono ammirare le costruzioni ad uso di civile abitazione. Di grande suggestione ed importanza stilistica appare l’antico borgo che si trova addossato al castello. Racconta, in modo molto semplice, la differenza che c’era nel modo di vivere fra i poveri e i pochi ricchi che dimoravano nel paese.
In una posizione più elevata rispetto al borgo antico c’è l’imponente Castello Risolo che risale al 1400 e alla ricostruzione di Specchia. Detto castello venne poi ampliato e sistemato negli anni a cavallo fra la fine del 1600 e i primissimi anni del 1700. La parte più recente è stata costruita sul fossato alla fine dell’Ottocento quando venne risistemato definitivamente. Il portale del castello è tardo barocco.
Meritano d’essere visitate altre belle ed importanti antiche costruzioni fra queste il Palazzo Pisanelli, già palazzo Orlandi costruito nel 1700; in Via Ferrante Gonzaga un altro palazzo Orlandi del 1700 e quello dei Balsamo risalente al 1500 e restaurato nel 1700.
Il turista che va a Specchia non può andar via senza aver visitato alcuni degli antichissimi frantoi, scavati nella roccia, spesso a livelli differenti, recentemente consolidati.
Questa visita consentirà d’avere una chiara idea di come trascorsero la vita i poveri lavoratori, che dentro il frantoio passavano, senza mai uscire, gran parte dell’anno. Si rimarrà sconcertati nell’immaginare gli uomini e le gigantesche ruote delle macine che, ombre nel ventre della terra proiettate da deboli luci sulle pareti oleose, faranno pensare ad un mondo di favola che non sempre è a lieto fine. Percorrendo quegli ambienti, si sarà portati a riflettere su chi vi lavorò, sugli scenari di privazioni, di lontananza dagli affetti, di sottomissione e sfruttamento, di mancanza di privacy, di buio del tempo e degli animi.
Trascorrere l’estate a Specchia significa godere, oltre che delle bellezze, anche dei molti eventi che l’animano e che richiamano migliaia di turisti. Favorito questo, pure, dall’ideale posizione geografica del paese, infatti, è relativamente vicino all’incontaminato mare: si può scegliere fra gli scogli spettacolari e le spiagge bellissime.
Il calendario delle manifestazioni estive è sempre molto ricco e anche quest’anno non si è avuto il tempo per annoiarsi.
Il 25 giugno è cominciata la
3^ edizione del Torneo del Borgo 
dove provetti e meno provetti atleti hanno dato prova delle loro capacità calcistiche ed agonistiche.
La Piazza Aldo Moro è stato il luogo ideale per i bambini che quotidianamente, al calar della sera si davano convegno per iniziare i loro gioiosi giochi.
Dal 18 al 21 luglio presso Castello Risolo c’è stata la rassegna "Cinema del reale", ideata ed organizzata da “Big Sur, immagini e visioni”: è stata la quarta edizione. Questa festa del cinema ha avuto la direzione artistica del filmaker Paolo Pisanelli. La manifestazione rientrava nell’articolato programma del festival Salento Negroamaro, rassegna delle culture migranti della Provincia di Lecce. L’evento è stato dedicato agli autori, alle opere cinematografiche e video che presentavano, con una visione soggettiva, il vivere degli uomini di tutti i tempi in determinati ambienti. La manifestazione ha suscitato molto interesse, disturbata solo dal prevedibile caldo estivo.
Il 24 luglio, al Castello Risolo, la Biblioteca Comunale ha presentato: “Il Teatro dell’Allegria”, esperienza di un laboratorio d’arte e creatività, riservato ai bambini che hanno potuto dare voce alla loro istintività in un intreccio di canti, narrazione e immagini. La Piazzetta degli Artisti, dove da quest’estate sono state sistemate due sculture di Giovanni Scupola, dedicate alla Donna, Calice di Vita, c’è stata la proiezione di una serie di film curata da Carolina Giorno, Assessore Alle Pari Opportunità. Lo stesso assessorato e la Commissione Cittadina, il 27 luglio nella Piazza del Popolo, hanno dato il via ai coinvolgenti ritmi dei tamburi rullanti che hanno animato la ”Serata Sotto le Stelle”: Suoni e Ritmi del Salento
con il gruppo Taranta Social Club. 

Il centro donne “Ilaria Alpi” ha messo in programma i film “Notte Prima degli Esami” e “3 Metri Sopra il Cielo”.
La Festa di Santa Eufemia, nell’omonimo borgo, è un appuntamento atteso e ha caratterizzato lo svago dal 28 al 29 luglio. L’organizzazione è stata dell’Associazione Santa Eufemia con la collaborazione dei residenti che tanto s’impegnano per la buona riuscita. Durante questa festa gustosissimi panini, con fritture di verdure e salumi, hanno appagato il palato mentre danze, dal sapore di festa campestre, contribuivano a far divertire e digerire.
Il 4 agosto nell’atrio del Palazzo Protonobilissimo c’è stata la presentazione del libro “La stanza del tempo - racconti salentini”. L'opera, di Federica Ricchiuto, 
è stata presentata dal dott. Giuseppe Maria Ricchiuto e dal prof. Francesco Laterza dell’Associazione Nordsud di Villa Lagarina in provincia di Trento. Interessanti, per le riflessioni, sull’influenza del luogo nella produzione letteraria, gli interventi del dott. Francesco Caccetta, Assessore alla cultura del Comune di Specchia e del prof. Antonio Penna, studioso e conoscitore del luogo. La serata è stata coordinata dal giornalista Maurizio Antonazzo.
Dall’ otto al nove agosto, alla villa Comunale, con la 7^ edizione Festa degli Emigranti 
a cura dell’Associazione Italiani nel Mondo, con l’impegno grandissimo del presidente Fernando Villani, c’è stato il ricordo di quanti hanno dovuto emigrare per cercare lavoro. L’evento è stato celebrato con una bellissima mostra fotografica e con la partecipazione d’importanti personalità della politica e della televisione.
Un’acuta riflessione per immagini è stata la mostra personale di Luigi De Giovanni, curata da Giusy Petracca. La mostra, inaugurata l’undici agosto nella Piccola Galleria “Sutta Le Capannne De Lu Ripa”, era intitolata “SPACE AND TIME”.
Nella mostra si potevano ammirare opere scelte di vari periodi. Pitture ad olio su tela, tecniche miste su jeans, conducevano ad una riflessione sulla vita e l’uomo: immagini dell’animo dell’artista, da lui riportate con sensibilità sino a renderle comunicazione poetica.
“Lo “spazio e il tempo” è colore che cambia nei diversi ambienti, con l’alternarsi del giorno e della notte, con le stagioni, è jeans che parla di luoghi e d’eventi, non sempre belli. In queste opere si ritrovava una narrazione della sterilità dell’animo umano, saccheggiatore non solo dell’ambiente ma, spesso, anche dei sentimenti,
Un’univocità di discorso, poetico e pittorico allo stesso modo, che trova la sua ragione d’essere nell’analisi di "spazio e tempo" che conducono alla vita e alla distruzione di essa.
“Space and time”, dai molteplici significati, titolo della mostra che voleva essere il racconto di come l’artista avverte il mondo e l’arte”.
Un grandissimo successo, iniziato al tramonto e vissuto da migliaia di persone, è stato quello ottenuto dalla “Notte bianca 2007”, il 12 agosto.
La notte è stata caratterizzata da spettacoli, concerti, performance di teatro, danza, mostre d’arte contemporanea e un concorso writer. Non è stato un baccanale ma un crogiuolo d’idee, divertimenti all’insegna di tradizione e sperimentazione. Per una notte si è cercato di dimenticare i problemi e le angosce del vivere.
L’organizzazione della 1^ edizione della rassegna dei cortometraggi intitolata “A corto d’idee” è stata del "Forum dei Giovani di Specchia" in collaborazione con SaiettaFilm. Lo scopo di quella manifestazione era quello di valorizzare, promuovere e divulgare la cultura del cortometraggio come forma espressiva moderna, utile per sviluppare l’arte e il suo impiego nella comunicazione mediale. La manifestazione è risultata importante anche per lo stimolo dei giovani alla conoscenza di nuove figure professionali come quelle legate al cinema e alla televisione.
Il 18 agosto nell’Atrio del Castello Risolo si è tenuta una serata altamente culturale con la presentazione del libro di Duilio Giammaria, conduttore di “Uno mattina estate”, “Seta e veleni - Racconti dall’Asia Centrale”. Tutti i convenuti, durante la conferenza, erano col fiato sospeso, come se avessero ricevuto un violento pugno allo stomaco per le problematiche che si andavano chiarendo. Erano presenti: l’autore Duilio Giammaria, 
la Giornalista Silvia Famularo Quarta Colosso, 
il Sindaco di Specchia On. Antonio Lia, 
l’Assessore alla Cultura dott. Francesco Caccetta.

La sera del 26 agosto, nell’atrio del Castello Risolo, il "Teatro Solatia Specchia Onlus" ha presentato ''QUANTE VITE…'', la cui regia era di Rosaria Ricchiuto. Lo spettacolo teatrale era interpretato dalla stessa Ricchiuto e da Enza De Rinaldis. L’Atrio del Castello Risolo, diventato fondale, quinte e scena, ha risposto, in maniera formidabile, alle esigenze del copione scritto e diretto da Rosaria Ricchiuto. Tutta la compagnia è stata all’altezza delle situazioni, supportata da scenografie scevre ma eloquenti e da musiche adeguate. Sono stati belli i giochi di luce che hanno rimarcato parole e climi. 
Perfetto e coinvolgente è stato l’interagire degli attori con il pubblico, anche, con danze e con l’utilizzo, garbato, di tutto lo spazio: sia della scena che dell’atrio e delle terrazze del meraviglioso Castello Risolo. Al termine sullo schermo scorreva la poesia “Ode alla vita” di Pablo Neruda, contemporaneamente le attrici distribuivano delle piccole pergamene con la medesima poesia: pergamene rosa, come rosa è il sogno dei bambini, degli adolescenti, di tutti i giovani. Questa è stata una bella rappresentazione che poeticamente ha saputo porre i problemi più intimi del vivere.
Per un’estate così intensa di vitalità meritano i ringraziamenti l’Amministrazione Comunale di Specchia, nelle persone del sindaco On. Antonio Lia e dell’Assessore Cultura Dottor Francesco Caccetta, L’assessore alle Pari Opportunità, l’Assessorato alle Politiche Giovanili, il Forum dei Giovani, Centro Donne “Ilaria Alpi”, la Biblioteca Comunale e tutti i cittadini di Specchia che in qualche modo hanno collaborato alla buona riuscita di questa bellissima estate.
Personalmente ringrazio il prof. Antonio Penna: per la sua cortese collaborazione all’articolo e per avermi guidato alla storia di Specchia, facendomi appassionare.
Federica Murgia
Specchia 30 Agosto 2007
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