2009-03-01

fiori






GALLERIA D’ARTE MENTANA

FIRENZE
Piazza Mentana, 2/3r
Telefono e Fax 055.211985
HYPERLINK "http://www.galleriamentana.it" www.galleriamentana.it
HYPERLINK "mailto:galleriamentana@galleriamentana.it" galleriamentana@galleriamentana.it
Titolo dell’evento: FIORE
Vernissage: 8 marzo 2009 ore 18.30 
La mostra si protrarrà fino al 28 marzo 2009
Abstract
Attraverso il fiore, preso come simbolo, un percorso di riflessione sulla condizione della donna e un elogio  alla sua creatività: pittura, scultura, fotografia, poesia e prosa, performance teatrali e musicali.
Ingresso: libero
Catalogo in galleria
ARTISTE:
FAIKA AL HASAN, SUSY BELLAMI, BERNAKI, LUCIANA BIAGINI DEL BIANCO, FRANCESCA COLI, MIRIAM DE BERARDIS; SUSANNA DEIANA, MARIA ROSARIA GARBATO, ANNIE' GHERI, MARGARET KARAPETIAN, VITTORIA MARZIARI, MARIA MICOZZI, CRISTINA MISITI, ADRIANA MUSCETRA, EMANUELA PABA, AGNESE PICCI, CLARA POLVANI, ANGELA MARIA SANNA, GIANNA STOMEO, BIANCA VIVARELLI, PATRIZIA VOLTOLINI.
PROGRAMMA:
Inaugurazione:  8 marzo 2009, ore 18,30 
Presentazione mostra  a cura del prof. Pierfrancesco Listri.
Seguiranno: 
Lettura di Maria Cencetti sul tema 8 Marzo.
Spettacolo teatrale condotto dall'Artista Bianca Vivarelli e dalla sua compagnia.
Omaggio, alle donne presenti, di prodotti del Centro Bellezza Benessere New Estetica.
Ore 20,30 cena con buffet , spumante musica e dolci.
FIORE
Il fiore, raccontato nelle sfumature dei suoi significati, diventa la linea guida di quest’evento artistico.
Sono le donne che parlano servendosi della pittura, della scultura, della grafica, della fotografia, della poesia e della prosa, e di performance teatrali e musicali. Un concento, d’espressioni artistiche, che vuole mettere in mostra il talento e l’animo del gentil sesso.
Non più in piazza a protestare, con gonne a fiori e zoccoli di legno, per ottenere ed affermare i propri diritti, le donne artiste, questa volta, per esprimere il loro pensiero, hanno preso pennelli, colori e gli strumenti dell’arte. Con loro hanno scritto l’amore, la rabbia, la pazienza, la gioia di vivere e di contare.
Il fiore, titolo della mostra, è diventato fiore di vita, fiore d’allegria, fiore d’amore, fiore di rabbia, fiore di pace e di guerra.
Le artiste invitate hanno prodotto delle opere che potessero dare una chiara idea della loro concezione dell’essere donna e, anche, di festa della donna.
Le loro creazioni non sono vessilli di passate lotte femministe ma narrazione di sentimenti del vivere. Rassicurano dicendo di non tremare perché non sono tornate le streghe ma ci sono le donne più consapevoli e più giuste con loro stesse.

Ciascuna ha interpretato il tema con la propria specificità stilistica, infatti, non ci sono state delle rigide consegne. Hanno descritto il mondo al femminile e i ricordi atavici della sofferenza e della sopportazione: poesia e dramma del raccontare la vita.
Il tema assegnato le ha stimolate, per questo sono stati presi in considerazione detti e aforismi. Si dice che le donne non si toccano neanche con un fiore…. “Fiore”…?
Quante volte le donne si sono viste regalare un fiore che aveva ancora profumo di bruciante frusta!
E’ stata considerata la ragazza, fiore di sogni, anche se, spesso, per lei la fioritura dura un breve periodo: troppo presto arriva il dovere che la rinchiude in una routine.
Il Tim della galleria Mentana ha voluto proporre una storia, a molte voci, che contemplasse le sfumature del mondo della maggior parte dell’umanità che solo apparentemente è debole.
Le artiste non si sono risparmiate nelle idee e nei racconti.
C’è l’evento, meraviglioso, del parto e l’urlo atroce di dolore della puerpera, gli amori, la pazienza, la dolcezza, la violenza e la follia, spesso unico rifugio dalle angherie. Questi sentimenti sono diventati “momento creativo” d’impareggiabile espressività ed efficacia.
L’analisi, anche indiretta, non ha tralasciato la letteratura riguardante le donne e così che c’imbattiamo in “madonne” come Laura e Beatrice, in amanti vere o presunte, Giulietta e Francesca, Ginevra e Desdemona che di fiore avevano solo il fatto che si potevano guardare per essere, poi, trapiantate in altre case e recise. Donne, spesso, fiori che si avviano alla morte: piegate, violentate e private dei loro sogni dei loro sentimenti, della loro volontà e dignità. Le artiste hanno pensato alla Donna, quale Giovanna d’Arco, imprigionata in convenzioni, purtroppo, convenienti solo per i maschi.
Riflettendo ci rendiamo conto che, come dalla notte dei tempi, dietro un bellissimo poema c’è spesso una tempesta, se non una mortale trappola. L’imbroglio, riferito alla donna, si avverte subito nei modi di dire, angelo del focolare, madre esemplare dedita alla famiglia: quanti altri detti o aforismi, che la donna potrebbe non condividere, la citano!
In una sorta di rivalsa, il titolo della manifestazione artistica, ci riporta agli insetti impollinatori, che, attratti dai colori vivaci, si affannano intorno ai fiori più appariscenti. Sono usati per la conservazione della vita floreale ma riportano al mondo dei maschi, sempre alla ricerca dei “fiori” più belli da sciupare in un attimo.
Ecco la donna mamma che in un baleno tramuta il dolore e le fatiche del parto in infinito ed incondizionato amore per l’indifeso neonato, suo figlio, ancora intriso del liquido che l’ha tenuto in vita per nove mesi.
Nella galleria si percepiscono i lamenti delle donne che vivono la tristezza dello sfruttamento, degli abusi, della loro mancanza di diritti: oggetti resi inanimati e privati del pensiero da prepotenze ataviche e senza via di scampo.
Più doloroso è saper di donne che, romantiche e senza malizia, sono finite, ancora adolescenti, vendute per le strade da carcerieri, carnefici asserviti al dio denaro e alla violenza. Non sono bastate le battaglie femministe per affrancarle dal loro dolore, spesso, non visto e subito con rassegnazione.
Le urla di madri, figlie, sorelle che sopportano le angherie di famiglie ingiuste e senza affetto non scuotono i maschi che, tronfi della loro mascolinità, usano la donna come una vecchia ciabatta.
E’ tragico pensare che rispettose figlie, si facciano vendere e comprare per tre cammelli, una capra, un somaro e qualche altro bene mobile o immobile. Convenzioni della società moderna fanno del corpo di una donna un oggetto per vendere, ma a cosa sono servite le battaglie femministe! Si potrebbe pensare che ci sia poco da festeggiare in questo otto marzo. L’idea di festa non è inopportuna e senza senso, anzi è un modo per fare il punto su una situazione che si pensava superata e per andare alla ricerca di giustizia.
Le artiste hanno molto da dire su quest'argomento. Per troppo tempo non sono state messe in condizioni di esternare, appieno, la loro creatività e la loro genialità. Considerando l’arte si scopre che sino agli anni sessanta, non s’incontrano molte pittrici o scultrici nei testi specifici. Vi poteva essere Artemisia Gentileschi, pittrice della prima metà del seicento, Camille Claudel, scultrice raffinata e di gran talento, ma, sfortunata nell’amore, morta in solitudine in un internamento forzato, senza speranza, senza più furore creativo, preda della sua depressione e dell’abbandono della sua famiglia, Frida Kahlo, pittrice che ha lasciato un gran segno, di personalità ed arte benché la sua vita sia stata breve e perché no Grazia Deledda che ha saputo raccontare la sua terra e vincere un Nobel.
Queste grandissime artiste sono poche se si considera il tempo ed il rapporto numerico maschi e femmine: i doveri delle madri e le convenzioni venivano e vengono sempre prima.
Questa manifestazione organizzata da donne per donne, elogio  alla creatività femminile, ha dato spunto ad artiste, che hanno prodotto delle vere poesie. Loro hanno saputo affermarsi nel mondo ostico dell’arte nonostante i mille lacci e laccioli che le vincolavano alle consuetudini dell’essere.
Oggi, noi spettatori, facciamo silenzio: ci sono i FIORI che hanno molto da raccontare. Federica Murgia
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