2008-12-01

valori di continuità






Galleria Mentana piazza Mentana, 2/3/4R – Firenze
Tel. 055211985
Spazi coinvolti:
Galleria Mentana – piazza Mentana, 2/3/4R Firenze
Spazio Culturale Mentana - via Della Mosca,5 Firenze
Spazio Espositivo Galluzzo - via Senese, 251R Firenze
Residence Porta a Prato - via Ponte alle Mosse,16 Firenze
E.mail: galleriamentana@galleriamentana.it
Sito: www.galleriamentana.it
Titolo: Valori di continuità
Inaugurazione: domenica 7 Dicembre 2008 dalle ore 17.30
Dal 7dicembre 2008 al 10 gennaio 2009
Abstract: La mostra si svolgerà in vari spazi e sarà una sintesi dell’attività annuale della galleria. Il giorno dell’inaugurazione ci sarà la presentazione del calendario. Gli artisti presentano una selezione della loro produzione recente.
Orari d’apertura: 10.30/13.00 – 16.30/19.30
Ingresso libero

Artisti:
Rosario Bellante, Francesca Coli, Margherita Biondi, Luigi De Giovanni, Margaret Karapetian, Ursula Kofahl Lampron, Kostas, Annie Gheri, Elisa Macaluso, Vittoria Marziari, Filippo Mattarozzi, Roberto Pasquinelli, Clara Polvani, Vittorio Tessaro, Gianna Stomeo, Bianca Vivarelli, Patrizia Voltolini.

VALORI DI CONTINUITÀ
La galleria Mentana, che da oltre 40 anni vivacizza la vita culturale Fiorentina e non solo, si appresta ad inaugurare un’interessantissima mostra intitolata”Valori di continuità”. Gli artisti presentano una selezione della loro ultima produzione. Sono linguaggi diversi che raccontano del mondo di ciascuno, disvelandone l’animo.
Le pennellate meditate o istintive ed i colori che parlano un linguaggio universale vengono resi unici da ogni artista.
E’ una mostra caratterizzata da molteplici stili espressivi messi insieme, dal tim della galleria, con gran competenza organizzativa e artistica.
Gli artisti partecipanti sono:
Rosario Bellante
Nelle vane promesse di una vita fiorita fa intravedere un percorso dove le gioie si perdono allo svoltare della curva. Le ombre si addensano e il sogno di felicità è oscurato.
Francesca Coli
Presenta il mondo della malinconia dove un corpo di donna messo a nudo ha assunto la tonalità monocroma di una solitudine grigia che lascia spazio solo al ricordo.
Margherita Biondi
Giaggioli e narcisi in primo piano sono l’anticamera per giungere ad un poetico villaggio dai tetti rossi e dalle colline ricche di vegetazione: verdi promesse di serenità.
Luigi De Giovanni
Guarda il mare e ritrova uno scorcio di gialli e di terre che segnano il tempo che passa. Il verde, che si specchia nella risacca, ricorda il rinascere e il ripetersi della vita.
Margaret Karapetian
Il grigio grafico non contrasta con i mondi esotici rievocati con segni ben decisi. Le ombre dei palmizi si spezzano nell’inseguire piani e incantevoli chiaroscuri.
Ursula Kofahl Lampron
L’artista non si sofferma nei particolari ma preferisce dare espressività alle opere. L’uso della terracotta e degli smalti cangianti che le ricoprono le rendono ancora più poetiche.
Kostas
Linee essenziali parlano dei tempi della vita. Il passato si fa presente prendendo forma di ricordi e di sogni. Una rosa rossa passione, è l’età adulta che riporta alla luna e ai giochi.
Annie Gheri
L’essenzialità e la poesia sono gli elementi che caratterizzano le sue opere. Le larghe pennellate, che esaltano lo scorcio segnato dalle sfumature del grigio, danno forma e contenuto.
Elisa Macaluso
Cumuli nembi si fondono con il mare creando un clima d’attesa. Schiumose onde aggrediscono un promontorio. E’ un moto continuo del tempo che segna la vita.
Vittoria Marziari
Nelle sue opere forza ed armonia interagiscono originando le forme. In esse si ritrova un dinamismo di linee che concorrono a creare dei movimenti e degli equilibri di gran fascino.
Filippo Mattarozzi
La maschera dell’apparire prende sembianze conosciute, per nascondere una sensibilità profonda e i turbamenti interiori messia nudo, anche, dalle tonalità del bianco e del nero.
Roberto Pasquinelli
La pittura sicura, che non teme il tempo, prende forma in paesaggi che danno tranquillità. E’ l’interpretazione dei cicli della vita che vibrano nei colori della natura con l’alternarsi delle stagioni.
Clara Polvani
Scorci di città, segnati dai tetti rossi, parlano di un profondo legame con la sua terra. L’amore per le cose conosciute viene magistralmente reso con un’armonia di colori.
Gianna Stomeo
I tramonti sfumano di rosso nei paesaggi che ci parlano della natura aspra e contorta della sua terra. Covoni di grano dorato, attorcigliati ulivi raccontano il Salento.
Tessaro
Le sue sculture parlano di grazia che prende forma ed equilibrio. Un’eleganza altera le contraddistingue e, benché siano realizzate in bronzo, trasmettono un profondo calore.
Bianca Vivarelli
Una sensazione di serenità pervade le sue opere che parlano di profili d’ambienti naturali preservati dalla devastazione dell’uomo. E’ il ritorno ai rassicuranti equilibri cromatici.
Patrizia Voltolini
I suoi quadri parlano di un vulcano interiore controllato con gran forza d’animo. Contrasti di colore, dati anche da oggetti incollati, sono solo spruzzi di gioia apparente. Federica Murgia



2008-06-26

LUIGI DE GIOVANNI: DA FIRENZE A SPECCHIA

LUIGI DE GIOVANNI: DA FIRENZE A SPECCHIA
Spazi aperti – collettiva - Galleria d’Arte “Mentana”- Piazza Mentana, 2/3R Firenze.
Dal 26 giugno al 26 luglio Inaugurazione 26 giugno ore 19:00
Nel passato nel presente
Dal 10 luglio 2008 Apertura estiva dello Studio “Sutta Le Capanne De Lu Ripa” - Specchia
Nel passato nel presente
Le turbolenze contestative della giovinezza di De Giovanni si sono assopite. Nella sua memoria gli echi di quella stagione si allontanano si fanno indistinti per riapparire nelle pennellate aggrovigliate delle sue opere: come aggrovigliati erano i suoi sogni di allora. I jeans, testimoni di un’epoca, simboli urlanti e contestativi, originati dalle sue angosce, ora sono stati deposti. Il tempo passato, con i conflitti esistenziali, ha tracciato i suoi solchi che riemergono nell’istintiva pittura: fedele compagna che rincuora De Giovanni sin dalla sua infanzia.
Il quarantennale della rivoluzione sessantottina, che cambiò il mondo, è oggi solo tempo che passa e non viene neanche celebrato. Quel periodo, che mutò i pensieri e i sentimenti degli allora giovani, ha lasciato sogni e molte macerie, più o meno dolorose, anche in De Giovanni. In lui, dopo lo smarrimento d’ideali infranti, sono emerse nuove emozioni che gli hanno fatto avvertire il richiamo della sua terra: l’humus che l’ha cullato bambino s’è fatto avanti con ritrovato vigore riconducendolo a Specchia, suo paese natale. Questo conosciuto luogo è ridiventato il suo genius loci: ispirazione e appagamento del suo animo, forse…, pacificato. Ecco nuove opere dove l’alchimia di colori e sentimenti parla di conciliazione dello spirito e d’armonia delle cose.
Gli ulivi, i mandorli, le siepi hanno assecondato il desiderio di quest’artista che con veloci pennellate ne ha colto, trasferendola nei suoi dipinti, l’essenza di luce e dell’esistere.
Il paesaggio dell’assolato Salento, riconosciuto come proprio dal suo Io, è diventato fonte d’ispirazione. Sulle tele il racconto del luogo viene fatto dalle contorte linee che si attorcigliano, che incrociano magicamente le rette della vita. Pennellate grondanti di colore si sono magicamente amalgamate con i sentimenti dell’artista in un unicum che è il dipinto: metafora del vivere.
Note biografiche
Luigi De Giovanni nasce, il 12 Febbraio del 1950, a Specchia (Lecce).
Si diploma all’Istituto d’Arte di Poggiardo nel 1969. Nel 1974 si diploma all’Accademia delle Belle Arti di Roma. Dal 1970 al 1978 frequenta il Corso Libero del Nudo.
Federica Murgia
Cagliari 24 giu. 08

LUIGI DE GIOVANNI: DA FIRENZE A SPECCHIA

LUIGI DE GIOVANNI: DA FIRENZE A SPECCHIA
Spazi aperti – collettiva - Galleria d’Arte “Mentana”- Piazza Mentana, 2/3R Firenze.
Dal 26 giugno al 26 luglio Inaugurazione 26 giugno ore 19:00
Nel passato nel presente
Dal 10 luglio 2008 Apertura estiva dello Studio “Sutta Le Capanne De Lu Ripa” - Specchia
Nel passato nel presente
Le turbolenze contestative della giovinezza di De Giovanni si sono assopite. Nella sua memoria gli echi di quella stagione si allontanano si fanno indistinti per riapparire nelle pennellate aggrovigliate delle sue opere: come aggrovigliati erano i suoi sogni di allora. I jeans, testimoni di un’epoca, simboli urlanti e contestativi, originati dalle sue angosce, ora sono stati deposti. Il tempo passato, con i conflitti esistenziali, ha tracciato i suoi solchi che riemergono nell’istintiva pittura: fedele compagna che rincuora De Giovanni sin dalla sua infanzia.
Il quarantennale della rivoluzione sessantottina, che cambiò il mondo, è oggi solo tempo che passa e non viene neanche celebrato. Quel periodo, che mutò i pensieri e i sentimenti degli allora giovani, ha lasciato sogni e molte macerie, più o meno dolorose, anche in De Giovanni. In lui, dopo lo smarrimento d’ideali infranti, sono emerse nuove emozioni che gli hanno fatto avvertire il richiamo della sua terra: l’humus che l’ha cullato bambino s’è fatto avanti con ritrovato vigore riconducendolo a Specchia, suo paese natale. Questo conosciuto luogo è ridiventato il suo genius loci: ispirazione e appagamento del suo animo, forse…, pacificato. Ecco nuove opere dove l’alchimia di colori e sentimenti parla di conciliazione dello spirito e d’armonia delle cose.
Gli ulivi, i mandorli, le siepi hanno assecondato il desiderio di quest’artista che con veloci pennellate ne ha colto, trasferendola nei suoi dipinti, l’essenza di luce e dell’esistere.
Il paesaggio dell’assolato Salento, riconosciuto come proprio dal suo Io, è diventato fonte d’ispirazione. Sulle tele il racconto del luogo viene fatto dalle contorte linee che si attorcigliano, che incrociano magicamente le rette della vita. Pennellate grondanti di colore si sono magicamente amalgamate con i sentimenti dell’artista in un unicum che è il dipinto: metafora del vivere.
Note biografiche
Luigi De Giovanni nasce, il 12 Febbraio del 1950, a Specchia (Lecce).
Si diploma all’Istituto d’Arte di Poggiardo nel 1969. Nel 1974 si diploma all’Accademia delle Belle Arti di Roma. Dal 1970 al 1978 frequenta il Corso Libero del Nudo.
Federica Murgia
Cagliari 24 giu. 08